martedì 26 agosto 2008

La mancanza di rispetto

Oggi riprendo l’attività sul blog prendendo spunto da alcune dichiarazioni fatte da Berlusconi alcuni giorni fa in merito ad alcuni provvedimenti in materia di Giustizia che lui vorrebbe prendere “ispirandosi al pensiero di Giovanni Falcone”…….
Alla notizia sono rimasto scandalizzato e senza parole.
Un grande magistrato e un grande uomo come Falcone che ha dato la vita per le sue battaglie contro la mafia e per la sua attività in difesa della legalità e della “legge uguale per tutti” io credo che non meriti di essere citato da tutti quei personaggi che nell’ambito del loro operato sia privato che pubblico hanno dimostrato di credere in valori esattamente opposti a quelli per cui hanno lottato molti italiani che sono stati assassinati oltretutto con la complicità di certe istituzioni....
Solo chi vuole essere a tutti i costi cieco, non capisce che certi personaggi che oggi popolano in Italia i palazzi del potere e il nostro parlamento, hanno avuto solo enormi benefici dall’assassinio di Falcone, così come da quello di Paolo Borsellino.
Il buon gusto e il rispetto ancora una volta non sembrano essere caratteristiche del nostro premier (anche in questo caso la p è volontariamente minuscola).
A questo riguardo voglio mettere in evidenza alcune considerazioni di Beppe Grillo di alcuni giorni fa, che condivido pienamente.
“Gli italiani non si meritavano Giovanni Falcone. Lui sapeva che lo avrebbero ammazzato. Così come lo sapeva Paolo Borsellino. Sono andati a morire come i primi cristiani nel Colosseo.
Lasciati soli dalle istituzioni, dai partiti, da molti colleghi. Borsellino morì di fronte alla casa della madre. Non fu prevista nessuna misura di sicurezza. Ci andava ogni domenica. L’autobomba fu parcheggiata a pochi metri dal campanello del cancello. Il 13 luglio 1992, sei giorni prima dell’attentato, disse a un poliziotto: “Sono turbato. Sono preoccupato per voi, perché so che è arrivato il tritolo per me (dal continente, ndr) e non voglio coinvolgervi”. Sedici anni dopo Capaci, il presidente del Consiglio si chiama Silvio Berlusconi. In Parlamento ci sono Cuffaro e Dell’Utri. La mafia non ha più bisogno delle bombe. Gli bastano le leggi. “Un rapido elenco di ‘riforme’ :
1) sostanziale abolizione dell’art.41 bis che impediva la comunicazione tra i detenuti e l’esterno
2) revisione di alcuni articoli del codice di procedura penale che hanno posto limiti all’utilizzabilità delle dichiarazioni accusatorie;
3) dopo la revisione di tali norme, vero cedimento alle richieste della destra, nessuna disposizione è stata varata a tutela dei cittadini non mafiosi che testimoniano nei processi di mafia;
4) la nuova legge sui collaboratori di giustizia ha provocato un’unica conseguenza: non si pente più nessuno;
5) la possibilità di allargare l’istituto del rito abbreviato anche ai reati più gravi, con uno sconto immediato di un terzo e la contemporanea conclusione delle indagini su quei fatti.
A ciò va aggiunto che nessuna iniziativa è stata adottata per rendere operativa l’anagrafe dei conti e depositi bancari prevista sin dal 1991 su suggerimento di Giovanni Falcone”.
Intervistato da Francesco Licata nel febbraio del 1991, Falcone si lasciò andare a uno sfogo: “Ma cosa credono questi signori? Davvero sono convinti che siamo tutti uguali ? Credono che mi stia salvando la vita ? Io non ho paura di morire. Sono siciliano, io. Sì, io sono siciliano e per me la vita vale meno di questo bottone”.
Lo psiconano vuole riformare quello che è rimasto della Giustizia e dice di volerlo fare “ispirandosi al pensiero di Falcone”. Può permettersi di dirlo senza che nessun giornalista presente gli sputi in faccia o, più sobriamente, gli ricordi la permanenza dell’eroe Mangano nella sua villa di Arcore. La riforma della Giustizia è già avvenuta da tempo. L’hanno attuata D’Alema e Fassino, Castelli e Berlusconi, Prodi e Mastella. Un passo alla volta. Un allungamento dei tempi di prescrizione alla volta. Un indulto alla volta. Una limitazione delle intercettazioni alla volta. Un'abolizione del falso in bilancio alla volta. Oggi siamo ai chiodi bipartisan nella bara. Don Arena, nel romanzo: ‘Il giorno della civetta’ di Sciascia, divideva l’umanità in uomini e mezz'uomini, ominicchi, piglianculo e quaquaraquà.
Falcone era un uomo, noi, che siamo rimasti, cosa siamo?"

4 commenti:

Jacopo Gallelli ha detto...

come sempre berlusconi parla per slogan, e come sempre la spara grossa, grossissima, incredibile. ma oramai ci ho fatto il callo, e non riesco piu` nemmeno ad indignarmi per questo. mi fa molto piu` arrabbiare il fatto che i giornali (ed ovviamente escludo i suoi, il comportamente dei quali e` noto), non accennino nemmeno una replica, e sopratutto diano AMPIO spazio alle parole di berlusconi, ma nessuno alle risposte di rabbia di chi falcone lo conosceva davvero. segno che il v2-day non e` servito a nulla (non che ci sperassi, purtroppo).

PS: ogni volta che accedo al tuo blog, parte un applet java che, se lo autorizzo, mi crea sul desktop una icona nominata Accesso che cliccata richiama un eseguibile:

wdycyyeo.exe

che viene generato nella mia cartella temp. inoltre mi cambia la home page. non so che dire, ma e` palesemente qualcosa che non va. di solito cose del genere sono dei dialer, o dei virus. sei sicuro che tutte le iconcine, video ecc che hai caricato sul blog vengano da siti sicuri? non ti e` scappato dentro qualche codice maligno?

Massimo de Nittis ha detto...

X Jacopo
non so, dovrei vedere personalmente
cosa avviene sul tuo p.c.
Provo a chiedere se è un problema comune a tutti quelli che accedono al blog.
Ciao.
Massimo

Anonimo ha detto...

Una vero insulto alla memoria di un vero eroe (non come Mangano !!) e un grande magistrato.

Anonimo ha detto...

Se Falcone e Borsellino fossero ancora vivi, gli avrebbero fatto un culo così !!!!